L’aloe vera è una pianta nota da millenni per le sue potenzialità benefiche e per la molteplicità di utilizzi che nei secoli l’hanno resa protagonista nelle cura e nella prevenzione di alcune patologie.

Le notizie sul suo utilizzo partono da molto lontano, attraversando oltre 4000 anni di storia, passando un po’ per tutti i popoli di cui a scuola abbiamo studiato uso e costumi e che ci hanno lasciato traccia di come e quando utilizzavano questa pianta, che alcuni hanno definito magica, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui soprattutto il mondo anglosassone ha focalizzato la sua attenzione su questo fitoterapico, fornendo anche dei supporti scientifici ad avvalorare quello che già gli antichi sapevano.

Fughiamo subito un dubbio: non si vuole tornare al passato, la medicina e la scienza hanno fatto passi da gigante, la chimica sicuramente porta in sé alcuni problemi, ma è ciò che ci aiuta in molte occasioni e la medicina con le sue scoperte ci ha permesso di allungare la nostra vita e di debellare molte malattie. Per cui non si vuole sconfessare ciò che si è conquistato, lo consideriamo un punto di arrivo sicuro, ma magari un adeguato stile di vita ed un supporto alimentare di qualità ed un fitoterapico giusto possono permetterci di ricorrere il meno possibile alla chimica o solo quando strettamente necessario, si chiama prevenzione ovvero attenzione alla propria salute e benessere.

Sicuramente in dermatologia l’aloe vera gode di uno spazio tutto suo con la sua azione lenitiva sulle ustioni e scottature, al punto che la stessa FDA americana ha sdoganato la pianta come fitoterapico utile per il trattamento delle ustioni e delle ferite della cute.

Proprio in cosmetica vengono utilizzate le sue proprietà curative soprattutto in relazione alla sua attività cicatrizzante correlata a quella anti infiammatoria (ustioni , abrasioni, ferite superficiali e psoriasi), ricordiamo anche una attività antibatterica e fungina, paragonata in studi al trattamento con sulfadiazina d’argento ( prodotto molto comune e distribuito in farmacia) utilizzato per prevenire le infezioni della pelle nel paziente ustionato. Sempre in cosmetica, la presenza di vitamine ed aminoacidi, in particolare la cisteina, riducono lo stress ossidativo della pelle con riduzione dell’invecchiamento, oltre alle ottime proprietà emolienti che la rendono utile nella preparazione di creme solari ed idratanti.

Negli anni, progressivamente, dopo che la scoperta di un farmacista texano ha reso possibile l’isolamento dell’aloina eliminando l’azione lassativa della pianta, si è incominciato ad estendere l’utilizzo della pianta anche ad altri distretti del nostro corpo, scoprendo che per esempio l’apparato gastroenterico può averne un ottimo beneficio.

Ma ciò che forse appassiona di più e che ha attirato l’attenzione negli ultimi anni è la presunta azione immunologa stimolante che l’aloe sembra avere. Alcuni studi in vitro hanno messo in evidenza una attivazione dei macrofagi e linfociti per cui qualcuno ha incominciato a pensare ad un suo possibile utilizzo nella cura dll’HIV o dei tumori.
In merito a questi ultimi, diventa un azzardo pensare di considerare l’aloe come un vero antitumorale, anche se studi su animali e su alcuni specifici tumori degli stessi hanno dato risultati positivi. Alcuni studiosi ne esaltano sì le proprietà anti tumorali, ma lo fanno sulla base di esperimenti in vitro, ad oggi non ci sono studi randomizzati sull’uomo che confermino tale affermazione.
Peraltro, essendo il paziente oncologico un paziente spesso defedato, che va nutrito adeguatamente e supportato nel corso dei trattamenti chemioterapici, può sicuramente avere un ottimo supporto dall’aloe, che con la sua grande ricchezza di vitamine, acido folico, aminoacidi e sali minerali può entrare di diritto nell’alimentazione di tale tipologia di pazienti e non solo.

Ma torniamo ai benefici che ne può trarre il nostro apparato gastroenterico.
La presenza di mucopolisaccaridi rendono l’aloe un ottimo prodotto per la prevenzione delle gastriti e per tutta una serie di disturbi dispeptici, così diffusi nella società moderna: ricordiamoci la sua azione cicatrizzante e lenitiva degli stati flogistici delle mucose e della cute in generale oltre a fornire uno stimolo alla ricostituzione del collagene.
La cura del nostro stomaco e soprattutto dell’intestino permette di migliorare quello che è l’azione del nostro sistema immunitario che proprio nell’intestino svolge un ruolo fondamentale.

Dobbiamo quindi considerare tale pianta come un insieme di elementi che suonano come in una orchestra tutti insieme fornendo singolarmente il loro contributo, in breve un “alimento funzionale”

Tale formidabile squadra è capace di giocare ogni volta partite diverse, permettendo ad ognuno di noi di utilizzarla per disparati motivi: energetico, immunologico, gastro protettivo, alimentare, come integrazione di sali minerali e vitamine ed oligoelementi, come prodotto dermatologico per il trattamento di ferite ustioni e di alcune dermatiti o per l’igiene e la cura della nostra pelle.

Insomma ce n’è per tutti, si tratta di una pianta che tanto può darci in termine di benessere e salute ma che come tutte le cose va contestualizzata, oltre che essere supportata da un sano stile di vita.

Dr. Massimo Mandelli
Spec. Malattie del Fegato e del Ricambio

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